Il dilemma della Costante di Hubble
Il problema nasce dalla Costante di Hubble, il parametro che misura la velocità di espansione del cosmo. Attualmente esistono due metodi principali per calcolarla, ma portano a risultati discordanti:
Il primo metodo suggerisce un Universo di circa 13 miliardi di anni.
Il secondo metodo indica un'età di circa 14 miliardi di anni.
Stelle "impossibili" per un Universo giovane
Lo studio, pubblicato su Astronomy & Astrophysics, ha analizzato un campione selezionato di circa 100 stelle antichissime della Via Lattea, estratte da un catalogo monumentale di 200.000 astri monitorati dal satellite Gaia (ESA).
I risultati mostrano che queste stelle hanno un'età media di 13,6 miliardi di anni. Questo dato crea un cortocircuito scientifico: se l'Universo avesse davvero solo 13 miliardi di anni (come suggerito da una delle misurazioni di Hubble), queste stelle sarebbero "nate prima del tempo", il che è fisicamente impossibile. Al contrario, il dato di 13,6 miliardi è perfettamente compatibile con un Universo di circa 14 miliardi di anni.
La parola alla ricerca: qualità contro quantità
"Calcolare l'età delle stelle è una sfida complessa", spiega Elena Tomasetti, dottoranda dell'Alma Mater e prima firma dello studio. "Abbiamo privilegiato la qualità del dato rispetto alla quantità, selezionando solo gli astri con le misure più affidabili. I nostri risultati forniscono un vincolo indipendente fondamentale per arrivare a una risposta definitiva".
La Via Lattea come laboratorio cosmologico
Grazie alla precisione del satellite Gaia, la nostra galassia è diventata un "laboratorio di prossimità" per studiare l'intero cosmo. Tuttavia, la ricerca non si ferma qui. Come sottolineato da Cristina Chiappini (AIP), i prossimi rilasci di dati di Gaia e future missioni come HAYDN permetteranno di ridurre ulteriormente le incertezze, ancorando la cronologia della Via Lattea — e dell'intero Universo — con una precisione mai vista prima.

