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Risolto il mistero di Paleodictyon: identificato l'architetto che tesse esagoni nei fondali marini da mezzo miliardo di anni

Francesco Defler 01 Set 2026


Paleodictyon. Il fossile proviene dall'Appennino Piacentino. Eocene superiore (35 milioni di anni)

 


Presente nei fondali oceanici fin dal Cambriano (da ben 530 milioni di anni), Paleodictyon rappresenta uno dei rompicapi paleontologici più duraturi della storia. Si tratta di un'articolata rete di gallerie a maglie esagonali riscontrabile sia in forma fossile — come nei reperti dell'Eocene superiore (35 milioni di anni fa) provenienti dall'Appennino Piacentino — sia nei fondali marini attuali a 3.500 metri di profondità lungo la Dorsale Medio-Atlantica.

Nel corso dei secoli la paternità di questa struttura, disegnata persino da Leonardo da Vinci, è stata attribuita di volta in volta ad alghe, spugne, vermi o amebe giganti. Tuttavia, nessun osservatore aveva mai avvistato direttamente l'organismo costruttore.

Un nuovo studio internazionale pubblicato su Earth-Science Reviews e guidato dal paleontologo Andrea Baucon (Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche dell'Università di Cagliari) ha finalmente ricostruito l'identikit dell'autore: si tratta di un artropode, molto probabilmente un piccolo crostaceo affine ai comuni porcellini di terra.

Un'indagine basata sulla geometria delle tracce
La ricerca ha visto la partecipazione di numerose istituzioni italiane e internazionali, tra cui le Università di Cagliari, Genova, Lisbona, Évora e Jagellonica, il Cnr-Ifac di Sesto Fiorentino, il Museo di Storia Naturale di Piacenza, il Naturtejo UNESCO Global Geopark e il Sichuan Resources Group Geotourism Technology.

Impossibilitati a osservare l'animale biologico in vita, i ricercatori hanno applicato l'analisi morfometrica direttamente sulle strutture scavate:

Analisi dei dati: Sono stati misurati 1.314 punti sulle gallerie fossili conservate presso il Museo di Storia Naturale di Piacenza.

Precisione esagonale: I rilievi hanno mostrato che all'interno della stessa cella i sei lati differiscono in media di appena mezzo millimetro, confermando una geometria estremamente vicina a quella di un esagono regolare.

Morfologia dei tunnel: I condotti presentano tratti rettilinei e spigoli netti, caratteristiche tipiche dell'azione di scavo effettuata con zampe articolate ed esoscheletro rigido, proprie degli artropodi.

Dalla coltivazione di batteri alla rete di comunicazione
Le rocce dell'Appennino e delle Alpi rappresentano antichi fondali oceanici sollevati dalle spinte tettoniche, nei quali si sono conservate le medesime strutture che i robot sottomarini documentano ancora oggi negli abissi.

Oltre a identificare la natura dell'organismo, lo studio propone una nuova teoria sulla funzione di questo reticolo. Se in passato si ipotizzava che la struttura servisse all'animale per coltivare i batteri necessari al proprio nutrimento, la nuova ipotesi suggerisce che la maglia esagonale potesse funzionare come una vera e propria rete di comunicazione coloniale, utile per la diffusione di segnali chimici, idraulici o acustici.

Ultima modifica il Lunedì, 31 Agosto 2026 07:29
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