A Drimolen si scava dal 1992. È una grotta riempita di sedimenti nella Culla dell'umanità, la valle a nord-ovest di Johannesburg dove si sono trovati molti dei fossili umani più antichi del Sudafrica. Una parte dei fossili è rimasta nei cassetti, senza una descrizione pubblicata e chiusa agli altri studiosi.
Ora diciotto di quei pezzi hanno un nome. Li descrivono Jesse Martin e A. B. Leece, della La Trobe University di Melbourne, con Stephanie Baker, Andy Herries e David Strait, delle università di Johannesburg, del Witwatersrand e di Washington a St. Louis. L'articolo è uscito il 25 settembre 2026 su Annals of Human Biology, in accesso aperto. Il lavoro è finanziato dall'Australian Research Council.
Sono frammenti di cranio e di mandibola scavati fra il 1992 e il 2019. Quattordici appartengono a Paranthropus robustus, un ominide dai molari enormi e dai muscoli masticatori potenti, che in Sudafrica visse fra due milioni e un milione di anni fa circa. Tre restano indeterminati, ominini di genere e specie non attribuibili. Uno solo è di Homo erectus. Porta la sigla DNH 127.
Il comunicato e i titoli che lo riprendono dicono che Homo erectus è comparso 200.000 anni prima di quanto si pensava. L'articolo dice un'altra cosa. Secondo il riassunto, DNH 127 fornisce prove aggiuntive della presenza di Homo erectus in Sudafrica fra 2,04 e 1,95 milioni di anni fa. La parola che conta è aggiuntive.
La presenza di Homo erectus a Drimolen intorno a due milioni di anni fa era già stata pubblicata. Lo stesso gruppo l'aveva proposta nel 2020 su Science, in un lavoro firmato da Herries come primo autore e da Martin come secondo. Il titolo dice la tesi: Australopithecus, Paranthropus e il primo Homo erectus vissero in Sudafrica nello stesso periodo. Il fossile di allora, ricorda il comunicato, era DNH 134, il cranio di un bambino di due-quattro anni. Il nuovo articolo cita DNH 134 fra i crani già descritti.
I 200.000 anni del comunicato vengono da un altro confronto. Il comunicato mette DNH 127, che chiama il primo adulto di Homo erectus trovato a Drimolen, accanto agli adulti di Dmanisi, in Georgia, datati a circa 1,8 milioni di anni. Il riassunto dell'articolo non parla di età dell'individuo né di Dmanisi. Il testo integrale non è stato possibile leggerlo.
Il risultato più solido riguarda l'altro ominide. Gli autori confrontano i Paranthropus di Drimolen con due campioni più recenti di altri siti sudafricani, siglati SM1HR e KBM4-6. Trovano un carattere nuovo della mandibola, che potrebbe distinguere la popolazione di Drimolen dalle altre. Scrivono che la morfologia è compatibile con l'ipotesi di una popolazione distinta. Il comunicato va oltre e parla di una sottospecie, Paranthropus robustus ukusa. Il riassunto non la nomina.
C'è poi il rapporto fra le due specie. Il comunicato scrive che a Drimolen i Paranthropus superavano gli Homo erectus di oltre dieci a uno. Nel campione dell'articolo il rapporto è quattordici a uno. Un conteggio di fossili però non è un censimento. Quello che finisce in una grotta dipende dai predatori che vi portano le prede, dalle frane e dalle ossa che resistono meglio. Un rapporto di fossili dice quali resti sono arrivati fino a noi.
Resta il quadro che Drimolen disegna da anni. Due milioni di anni fa, nella stessa valle, vivevano due linee umane con strategie opposte. Paranthropus puntava sui denti e su un cervello poco più grande di quello di uno scimpanzé. Homo erectus aveva molari più piccoli e un cervello in crescita. Una linea si è estinta. Dall'altra veniamo noi.
Il lavoro chiude un debito con la comunità scientifica. Fossili scavati da oltre trent'anni diventano ora confrontabili da chiunque. È il merito vero di un articolo descrittivo, e il comunicato non lo dice.
Bibliografia
Martin J. M., Leece A. B., Baker S., Herries A. I. R., Strait D. S., «New hominin cranial and mandibular remains from Drimolen Main Quarry, South Africa», Annals of Human Biology, 53, 1, 2725046, 25 settembre 2026, accesso aperto (CC BY 4.0; letto il riassunto). doi: 10.1080/03014460.2026.2725046
Herries A. I. R., Martin J. M., Leece A. B., Adams J. W., Boschian G. et al., «Contemporaneity of Australopithecus, Paranthropus, and early Homo erectus in South Africa», Science, 368, 6486, eaaw7293, 3 aprile 2020. doi: 10.1126/science.aaw7293
La Trobe University, comunicato stampa ripreso da ScienceDaily il 7 ottobre 2026 (usato solo come segnalazione e, dove dichiarato nel testo, come fonte attribuita).
*Board Member, SRSN (Roman Society of Natural Science)
Past Editor-in-Chief Italian Journal of Dermosurgery

