Aprile 2021


L’Università degli Studi di Milano ha pubblicato su "ACS Sustainable Chemistry & Engineering - American Chemical Society” uno studio per recuperare gli scarti agricoli provenienti dal mais pigmentato attraverso un sistema di bioraffineria. Impieghi nell’industria tessile, farmaceutica e veterinaria.


Sfruttare il tutolo (la parte interna e spugnosa della pannocchia, solitamente scartata) di mais colorato per ricavarne antocianine, naturalmente ricche di pigmenti per le colorazioni rosso, blu, viola e porpora, e impiegarle in ambito tessile, farmaceutico e veterinario per la produzione di coloranti naturali e integratori alimentari. Il lavoro di ricerca, pubblicato sulla rivista ACS - Sustainable Chemistry & Engineering, è coordinato da Roberto Pilu, docente di Miglioramento Genetico delle piante, e da Fabrizio Adani, docente di Biomass and Waste Recycling Promoting the Circular Economy, del Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali e del Gruppo Ricicla e descrive un sistema di recupero di scarti agricoli aderente ai principi della bioeconomia circolare definita nell’ “Agenda Europea 2030 per lo sviluppo sostenibile”. La materia prima è il mais pigmentato che entra in un ciclo estrattivo per il recupero degli antociani, mediante l’uso di solventi green: in questo modo sfruttate le diverse e importanti proprietà degli antociani che sono molecole coloranti, antiossidanti e anti-infiammatorie, e anche composti antibatterici naturali.

Pubblicato in Scienza generale



Dispositivo organ-on-chip per lo studio delle interazioni cellulari


Sviluppato un sistema miniaturizzato capace di far crescere selettivamente e di differenziare neuroni e cellule di Schwann. Lo studio, condotto dall’Istituto di nanotecnologia del Cnr di Lecce in collaborazione con l’Irccs Ospedale San Raffele di Milano e l’Università di Maastricht, potrà aiutare la comprensione delle malattie neuromuscolari. La ricerca è pubblicata su Scientific Reports.

Un team di ricercatori dell’Istituto di nanotecnologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Nanotec) di Lecce, in collaborazione con i colleghi dell’Irccs Ospedale San Raffaele di Milano e dell’Università di Maastricht, ha condotto una ricerca che ha portato allo sviluppo di una piattaforma microfluidica, fondamentale per studiare la comunicazione cellula-cellula e l’interazione cellula-microambiente extracellulare in maniera altamente precisa e con possibili applicazioni in campo neurologico. In particolare, i ricercatori hanno dimostrato come poter selettivamente crescere e differenziare neuroni e cellule di Schwann all’interno di comparti cellulari miniaturizzati, permettendo una separazione fisica tra tali comparti e al contempo non alterando la comunicazione cellulare paracrina. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Scientific Reports del gruppo Nature e rappresentano il primo passo verso l’individuazione dei meccanismi alla base delle malattie neurodegenerative.

Pubblicato in Medicina

 


La ricerca del Bambino Gesù, condotta in collaborazione con l'Università di Roma "Tor Vergata" e altri Centri di ricerca europei e statunitensi, fa luce sul ciclo di divisione cellulare. Individuato per la prima volta il rapporto tra le proteine Ambra1 e Ciclina D: quando è sbilanciato, si innesca il processo tumorale. La scoperta apre la strada a terapie che bloccano il sistema di difesa delle cellule malate.

Dopo decenni di ricerche e molte ipotesi, si chiude il cerchio sui meccanismi del ciclo cellulare, il processo attraverso cui le cellule, anche quelle tumorali, maturano e proliferano. I ricercatori dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e dell'Università di Roma "Tor Vergata", in collaborazione con altri Centri di ricerca europei e statunitensi, hanno scoperto il tassello mancante: cosa regola la vita della Ciclina D, una molecola essenziale nella divisione delle cellule. L'interruttore che accende e spegne l'attività della Ciclina D è una proteina chiamata Ambra1: quando non funziona si innesca un processo che porta alla rapida formazione di tanti tipi di tumore. La scoperta apre la strada a terapie specifiche che inibiscono il sistema di difesa delle cellule malate sino alla loro autodistruzione. I risultati dello studio, sostenuto da AIRC, sono stati appena pubblicati sulla rivista scientifica Nature.

Pubblicato in Medicina

Before and after. On the left is an aqueous solution containing methylene blue, and on the right is the solution 24 hours after the addition of an all-lignocellulose UV-cured hydrogel. Photo: Giuseppe Melilli

 



Researchers in Sweden have developed a more eco-friendly way to remove heavy metals, dyes and other pollutants from water. The answer lies in filtering wastewater with a gel material taken from plant cellulose and spiked with small carbon dots produced in a microwave oven.

Reporting in the journal Sustainable Materials and Technologies, researchers from KTH Royal Institute of Technology, in collaboration with Politecnico di Torino, engineered a more sustainable technique for producing hydrogel composites, a type of material that is widely studied for wastewater decontamination.

Minna Hakkarainen, who leads the Division of Polymer Technology at KTH Royal Institute of Technology, says that the hydrogels remove contaminants such as heavy metal ions, dyes and other common pollutants.

Pubblicato in Scienceonline

 


Giovedì 15 aprile presso l'Aula magna del Rettorato si è tenuta una conferenza stampa di presentazione del primo trapianto di trachea in Italia, il primo al mondo effettuato su un paziente post COVID-19. I danni conseguenti all’infezione SARS-Cov2 e alle tecniche di ventilazione invasiva che si sono rese necessarie durante la malattia, avevano provocato l’assottigliamento della trachea che impediva quasi completamente la respirazione, rendendo necessario il trapianto
Giovedì 15 aprile presso l'Aula magna del Rettorato si è tenuta una conferenza stampa di presentazione del primo trapianto di trachea in Italia, il primo al mondo effettuato su un paziente post COVID-19. I danni conseguenti all’infezione SARS-Cov2 e alle tecniche di ventilazione invasiva che si sono rese necessarie durante la malattia, avevano provocato l’assottigliamento della trachea che impediva quasi completamente la respirazione, rendendo necessario il trapianto.

Pubblicato in Medicina



Nuovo report WWF sui consumi: tra il 2005 e il 2017 soia, olio di palma e carne bovina sono stati i prodotti importati dall’UE di maggior peso nella deforestazione tropicale, seguiti da prodotti legnosi da piantagioni, cacao e caffè

Quasi del tutto inconsapevolmente, trasformiamo e consumiamo prodotti provenienti dai paesi tropicali e sub-tropicali che incorporano deforestazione e trasformazione di ecosistemi naturali. Un nuovo report del WWF svela che l’Unione Europea è fra i maggiori importatori al mondo, seconda solo alla Cina, di “deforestazione incorporata” e responsabile delle emissioni di gas serra che questa provoca. L’Italia, in base ai dati del 2017, si è collocata al secondo posto nella classifica degli otto paesi europei responsabili dell’80% della deforestazione inclusa nei prodotti, di provenienza tropicale, lavorati e consumati nell’UE.

Pubblicato in Ambiente



Pubblicato sul Journal of Geophysical Research - Solid Earth permetterà nuove strategie di monitoraggio microsismico relativamente alla fase premonitrice deformativa che si sviluppa prima dei fenomeni di instabilità.
Un nuovo studio condotto dal Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Torino con la collaborazione dell’Università di Mainz (Germania) e dell’Università di Portsmouth (Regno Unito), appena pubblicato sul prestigioso Journal of Geophysical Research - Solid Earth, ha rivelato i segnali sismici caratteristici dei processi di innesco e di formazione delle faglie.

 L’identificazione di segnali caratteristici dei meccanismi pre-rottura è un elemento chiave per la comprensione di diverse manifestazioni di fragilità nella crosta terrestre, quali terremoti, frane, collassi e cedimenti di infrastrutture. Tramite un approccio controllato di laboratorio il team di ricercatori ha ricostruito le relazioni tra i meccanismi sorgente della frattura rivelati dall’analisi dei microterremoti e il tipo di deformazione che si sviluppa a diversi livelli di stress applicati sulla roccia.

Pubblicato in Geologia

 

Il dispositivo innovativo da una spin-off di Policlinico di Milano e Università degli Studi di Milano.


Da Newronika "un definitivo passo avanti nella cura della malattia di questa patologia" con l’approvazione europea del nuovo stimolatore impiantabile AlphaDBS e il primo impianto in un paziente.
Si chiama AlphaDBS ed è il primo sistema ricaricabile di neurostimolazione profonda del cervello capace di gestire completamente le "fluttuazioni" tipiche della malattia di Parkinson. Una sorta di 'pacemaker' in grado di adattarsi automaticamente alle esigenze individuali di ciascun paziente, su cui sono al lavoro da oltre 10 anni gli esperti di Newronika, una società spin-off fondata dal Policlinico di Milano e dall’Università degli Studi di Milano. Ora il sistema AlphaDBS ha raggiunto due fondamentali traguardi: la certificazione a livello europeo come dispositivo elettromedicale impiantabile (marcatura CE), e il primo impianto su un paziente. Questo consentirà l’immissione in commercio del dispositivo e, quindi, la possibilità di essere utilizzato nella pratica clinica per i malati che non rispondono più adeguatamente alle cure con i farmaci.

Pubblicato in Medicina


Uno studio internazionale sulla patologia genetica neurodegenerativa, coordinato dall’Università di Trento, identifica il ruolo fondamentale di una proteina (PRMT6) nel garantire la capacità di trasporto delle cellule nervose e quindi la salute dei neuroni.
Il lavoro è stato pubblicato su Cell Reports. Della ricerca è Corresponding author la Professoressa Maria Pennuto del Dipartimento di Scienze biomediche dell’Università di Padova e Istituto Veneto di Medicina Molecolare VIMM di Padova. Nella viabilità interna dei neuroni c’è lo snodo per comprendere sempre meglio la malattia di Huntington, patologia neurodegenerativa genetica ereditaria che può insorgere a età diverse della vita e si manifesta con movimenti involontari patologici simili a movenze di danza, gravi alterazioni del comportamento e decadimento cognitivo. Sono le conclusioni di un lavoro internazionale coordinato dall’Università di Trento e pubblicato sulla rivista Cell Reports.

Pubblicato in Medicina

 


Un esempio virtuoso di economia circolare esito del progetto Horizon2020 FENIX di cui è partner il Politecnico di Milano.
Come una fenice che rinasce dalle proprie ceneri, il progetto FENIX è riuscito nell’intento di dare nuova vita ai rifiuti elettronici, che diventano così materia prima per prodotti ecocompatibili come nuovi filamenti metallici per la stampa 3D, polveri metalliche green per la manifattura additiva e gioielli sostenibili stampati in 3D.
Il Progetto Horizon 2020 FENIX, di cui il Politecnico di Milano è partner, si è concluso dopo 40 mesi di lavoro e ha raggiunto l’obiettivo di sviluppare nuovi modelli di business e strategie industriali in un’ottica di economia circolare.

Pubblicato in Tecnologia
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