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L'inganno dei grassi: come il tumore usa i lipidi per "spegnere" il sistema immunitario

Francesco Defler 04 Apr 2026


Una scoperta coordinata dall'Università di Torino rivela che il palmitato, un acido grasso comune nel microambiente tumorale, agisce come un doppio agente: nutre il cancro e neutralizza i linfociti incaricati di distruggerlo.

Il cancro non si limita a crescere; crea intorno a sé un ambiente ostile che disarma chi dovrebbe combatterlo. Una ricerca internazionale di alto profilo, guidata dalla Prof.ssa Teresa Manzo (Dipartimento di Biotecnologie Molecolari e Scienze per la Salute dell'Università di Torino) e pubblicata su Science Immunology, ha svelato un meccanismo finora ignoto che spiega come i grassi del tumore blocchino le nostre difese.

Il Palmitato: il "Carburante" che tradisce le difese
Al centro dello studio c'è il palmitato, un acido grasso che si accumula in elevate quantità nei tumori solidi. I ricercatori hanno scoperto che questo lipide gioca un ruolo ambiguo e pericoloso:

Per il tumore: Funziona come una risorsa energetica che ne favorisce la crescita e l'adattamento.

Per il sistema immunitario: Diventa un vero e proprio veleno per i linfociti T CD8, le "cellule soldato" specializzate nel riconoscere e uccidere le cellule cancerose.

Linfociti senza energia e geni "disattivati"
L'effetto del palmitato sulle cellule immunitarie è devastante e agisce su due livelli:

Crisi energetica: I linfociti T perdono vigore e diventano incapaci di sferrare l'attacco decisivo contro la massa tumorale.

Blocco genetico: Il grasso non altera solo il metabolismo, ma modifica la regolazione dei geni. Come spiega la Prof.ssa Manzo, l'esposizione a questa sostanza "spegne" letteralmente i programmi genetici necessari all'attivazione dei linfociti.

"L'ambiente tumorale riesce a modificare l'attività genetica delle nostre difese, rendendole inoffensive proprio quando dovrebbero essere più aggressive", sottolinea la coordinatrice della ricerca.

Verso nuove frontiere terapeutiche
Questo studio è il frutto di una sinergia globale tra Italia, Spagna, Belgio e Stati Uniti. I risultati non solo chiariscono il legame tra metabolismo e cancro, ma aprono la strada a una nuova generazione di terapie.

L'obiettivo futuro è ambizioso: sviluppare trattamenti mirati che impediscero ai grassi del tumore di sabotare il sistema immunitario, restituendo ai linfociti la forza necessaria per eliminare la malattia. La ricerca suggerisce inoltre che la comprensione del rapporto tra alimentazione e microambiente tumorale diventerà sempre più centrale nella lotta contro il cancro.

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