Scienzaonline - Ultimi Articoli

I tesori nascosti dei musei europei: 35 milioni di insetti per capire la biodiversità e il futuro del pianeta

I tesori nascosti dei musei europei: 35 milioni di insetti per capire la biodiversità e il futuro del pianeta

04 Settembre 2026

Le collezioni di storia naturale rappresentano da secoli una pietra...

L’enzima che mangia la bioplastica distrugge anche la penicillina

L’enzima che mangia la bioplastica distrugge anche la penicillina

03 Settembre 2026

Modello strutturale della depolimerasi LCPH1, calcolato con AlphaFold 3. Il...

Rientro a scuola e primo check-up di salute: le linee guida del Bambino Gesù per una partenza corretta

Rientro a scuola e primo check-up di salute: le linee guida del Bambino Gesù per una partenza corretta

02 Settembre 2026

Il mese di settembre porta con sé la ripresa dell'anno...

Tolleranza alla siccità senza cali di resa: individuate due molecole per l'agricoltura del futuro

Tolleranza alla siccità senza cali di resa: individuate due molecole per l'agricoltura del futuro

02 Settembre 2026

Uno studio internazionale pubblicato su Nature Communications e realizzato con...

Alzheimer: l’intelligenza artificiale indica quattro bersagli, il laboratorio ne conferma una parte

Alzheimer: l’intelligenza artificiale indica quattro bersagli, il laboratorio ne conferma una parte

02 Settembre 2026

Illustrazione concettuale della rete mitocondriale: i mitocondri danneggiati vengono riconosciuti...

La stella che sfiora il buco nero, e che potrebbe dirci se gira

La stella che sfiora il buco nero, e che potrebbe dirci se gira

01 Settembre 2026

Immagini ottenute con il Very Large Telescope dell'ESO che mostrano...

Risolto il mistero di Paleodictyon: identificato l'architetto che tesse esagoni nei fondali marini da mezzo miliardo di anni

Risolto il mistero di Paleodictyon: identificato l'architetto che tesse esagoni nei fondali marini da mezzo miliardo di anni

01 Settembre 2026

Paleodictyon. Il fossile proviene dall'Appennino Piacentino. Eocene superiore (35 milioni...

È partito Roman, il telescopio che guarda cento volte più largo di Hubble

È partito Roman, il telescopio che guarda cento volte più largo di Hubble

31 Agosto 2026

Il razzo Falcon Heavy di SpaceX con a bordo il...

Martedì, 01 Settembre 2026

 

Immagini ottenute con il Very Large Telescope dell'ESO che mostrano la stella S301 mentre percorre la propria orbita attorno a Sagittarius A*, il buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea. Crediti: ESO/GRAVITY collaboration. Licenza Creative Commons Attribution 4.0.

 


S301 passa a dodici unità astronomiche da Sagittarius A* e viaggia a 25.000 chilometri al secondo. Nessuna stella nota arriva così vicino. Per questo può misurare qualcosa che nessuno ha mai misurato.

Al centro della Via Lattea c’è un buco nero di 4,3 milioni di masse solari. Si chiama Sagittarius A*. Attorno gli girano decine di stelle, catalogate una a una da trent’anni.
Ora ce n’è una nuova, e batte tutti i record. Si chiama S301. Compie un giro in 8,7 anni, il periodo più breve mai osservato. Al momento di massimo avvicinamento passa a 1,78 miliardi di chilometri dal buco nero: dodici volte la distanza Terra-Sole, poco più di quella che separa il Sole da Saturno. E in quel punto corre a circa 25.000 chilometri al secondo, oltre l’8 per cento della velocità della luce. Il lavoro è della collaborazione GRAVITY+ ed è uscito su Nature il 19 agosto.

Pubblicato in Astrofisica


Paleodictyon. Il fossile proviene dall'Appennino Piacentino. Eocene superiore (35 milioni di anni)

 


Presente nei fondali oceanici fin dal Cambriano (da ben 530 milioni di anni), Paleodictyon rappresenta uno dei rompicapi paleontologici più duraturi della storia. Si tratta di un'articolata rete di gallerie a maglie esagonali riscontrabile sia in forma fossile — come nei reperti dell'Eocene superiore (35 milioni di anni fa) provenienti dall'Appennino Piacentino — sia nei fondali marini attuali a 3.500 metri di profondità lungo la Dorsale Medio-Atlantica.

Nel corso dei secoli la paternità di questa struttura, disegnata persino da Leonardo da Vinci, è stata attribuita di volta in volta ad alghe, spugne, vermi o amebe giganti. Tuttavia, nessun osservatore aveva mai avvistato direttamente l'organismo costruttore.

Pubblicato in Paleontologia

 

Scienzaonline con sottotitolo Sciencenew  - Periodico
Autorizzazioni del Tribunale di Roma – diffusioni:
telematica quotidiana 229/2006 del 08/06/2006
mensile per mezzo stampa 293/2003 del 07/07/2003
Scienceonline, Autorizzazione del Tribunale di Roma 228/2006 del 29/05/06
Pubblicato a Roma – Via A. De Viti de Marco, 50 – Direttore Responsabile Guido Donati

Photo Gallery