Un progresso vanificato dall'aumento della produzione
Nonostante la data del Plastic Overshoot Day sia gradualmente slittata verso la fine dell'anno dal 2021 ad oggi — indicando lievi miglioramenti nelle infrastrutture di gestione — i progressi restano insufficienti a causa della costante crescita della produzione di plastica. Negli ultimi cinque anni, i rifiuti mal gestiti sono aumentati di oltre tre milioni di tonnellate. Senza interventi strutturali a monte della filiera volti a ridurre i volumi prodotti e consumati, la plastica dispersa nell'ambiente potrebbe quasi raddoppiare entro il 2040.
I dati della crisi globale e la posizione dell'Italia
Secondo le stime di EA – Earth Action relative al 2026:
Gestione impropria globale: Il 31,6% della plastica prodotta e consumata nel mondo (circa 72 milioni di tonnellate) non verrà trattato correttamente, contaminando suolo, acque e atmosfera.
Paesi maggiormente responsabili: Dodici nazioni — guidate da Cina, Russia, India, Brasile e Messico — generano il 60% dei rifiuti plastici gestiti in modo inadeguato. Circa due terzi della popolazione mondiale vive in territori privi di impianti sufficienti a trattare le proprie scorie.
La situazione in Italia: L'Italia registra il proprio Overshoot Day nazionale il 5 novembre. Pur posizionandosi meglio della media mondiale, il Paese resta distante da standard europei virtuosi come quelli di Svizzera, Francia e Spagna. Con circa 61 kg pro capite all'anno di rifiuti plastici generati, l'Italia rientra tra i Paesi definiti "Overloaders".
Rischi per la salute e nuove normative sui PFAS
L'inquinamento da plastica rappresenta una minaccia diretta anche per la salute umana. Numerose indagini scientifiche hanno documentato la presenza di micro e nanoplastiche in tessuti ed organi vitali, inclusi cervello, placenta, apparato riproduttivo e sistema cardiovascolare, con crescenti preoccupazioni legate all'impatto dei composti chimici impiegati nella lavorazione dei materiali.
Tra i rischi monitorati figurano i PFAS (sostanze per- e polifluoroalchiliche). A partire dal 12 agosto 2026, il Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR) ha introdotto il divieto di immettere sul mercato dell'Unione Europea imballaggi alimentari contenenti PFAS al di sopra dei nuovi limiti di sicurezza.
Il cambio di rotta richiesto dal WWF
Il WWF accosta il Plastic Overshoot Day all'Earth Overshoot Day, indicandolo come un ulteriore indicatore dell'eccessiva pressione antropica sulle risorse naturali. Giorgio Bagordo, Plastic Senior Expert del WWF Italia, evidenzia la necessità di invertire la rotta riducendo la produzione di plastica vergine, eliminando le sostanze pericolose, riprogettando i prodotti nell'ottica del riuso e del riciclo effettivo e rafforzando la responsabilità estesa dei produttori.
Un ruolo centrale è affidato alle città, dove si concentrano consumi e rifiuti. Il WWF rinnova l'appello ai governi mondiali affinché si giunga a un Trattato globale sulla plastica che sia vincolante e in grado di agire sull'intero ciclo di vita dei materiali.
A livello locale, l'associazione promuove l'iniziativa di citizen science "Adopt a Beach-ADOTTA UNA SPIAGGIA", che consente a cittadini, famiglie, scuole e associazioni di registrarsi sulla piattaforma dedicata (adoptabeach.wwf.it) per individuare e ripulire tratti di costa dalla plastica. La campagna estiva ha visto la collaborazione con Mediafriends per la diffusione di messaggi di sensibilizzazione sui canali Mediaset.



