Monitoraggio ambientale: i radar satellitari identificano la plastica in mare dallo spazio

Francesco Defler 28 Set 2026

 

Una ricerca firmata da INGV, CNR-ISMAR e Sapienza Università di Roma dimostra la capacità delle immagini radar inviate dai satelliti di rintracciare gli accumuli di materiale plastico a fior d'acqua. La scoperta definisce nuove modalità per tracciare e contrastare i rifiuti negli ambienti acquatici direttamente dall'orbita terrestre.

Lo studio ha visto la collaborazione tra l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), l'Istituto di Scienze Marine del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-ISMAR) e la Sapienza Università di Roma. L'iniziativa rientra nel progetto Space It Up!, sostenuto dall'Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e dal Ministero dell'Università e della Ricerca (MUR) attraverso il contratto n. 2024-5-E.0 – CUP I53D24000060005.

Le prove sul campo sono state realizzate nel Lago di Massaciuccoli, in Toscana, e nel Golfo di La Spezia. I test hanno confermato che i sensori SAR (Radar ad Apertura Sintetica) installati a bordo dei satelliti riescono a rilevare la spazzatura plastica galleggiante, offrendo una valida evidenza sperimentale sull'efficacia di questi strumenti nello spazio marino. Gli esiti del lavoro sono stati diffusi attraverso la rivista Remote Sensing of Environment.

Per la sperimentazione è stata creata un'isola artificiale di scarti plastici, strutturata in modo da simulare per forma e dimensioni i veri agglomerati di rifiuti diffusi in mari e oceani. La piattaforma è stata ripresa dalle costellazioni satellitari COSMO-SkyMed (promossa da ASI e Ministero della Difesa) e ICEYE, che hanno scattato immagini variando risoluzione spaziale, polarizzazione e angoli di osservazione. Dalle rilevazioni è emerso che i depositi di plastica spiccano nettamente rispetto allo specchio d'acqua circostante: il materiale altera la rugosità della superficie marina, generando un incremento nel segnale di ritorno captato dal radar.

Questa evidenza rappresenta un passaggio chiave per la sorveglianza dell'inquinamento marino da orbita. A differenza dei sensori ottici (operanti nel visibile e nell'infrarosso termico), finora impiegati nella maggior parte dei progetti di ricerca, la tecnologia SAR offre il grande vantaggio di funzionare in modo continuo: garantisce rilevamenti precisi sia di giorno sia di notte, superando anche l'ostacolo della copertura nuvolosa.

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