Tuttavia, le testimonianze provenienti da contesti pre-agricoli erano scarse e difficili da interpretare: nelle fasi più precoci del processo, le ossa di cani e lupi erano praticamente identiche, e i cambiamenti comportamentali non lasciano alcuna traccia materiale. La ricerca avanza anche l'ipotesi che i cani siano stati scambiati tra comunità culturalmente e geneticamente diverse, come i gruppi epigravettiani e magdaleniani europei.
A differenza degli studi precedenti, basati su frammenti di DNA e misurazioni morfologiche, questo lavoro — condotto da ricercatori appartenenti a 17 istituzioni — ha ricostruito genomi completi a partire da resti di età superiore ai 10.000 anni. I materiali provengono dalla Grotta di Gough, nel Regno Unito, e dal sito di Pınarbaşı, in Turchia. I genomi ottenuti sono stati poi messi a confronto con quelli di oltre mille cani e lupi, sia viventi che antichi, raccolti in ogni parte del mondo.
Le analisi hanno confermato la natura canina dei resti esaminati, anticipando di oltre cinquemila anni la più antica attestazione diretta dell'animale. Un riesame dei dati già disponibili ha inoltre suggerito che i cani fossero già diffusi tra i cacciatori-raccoglitori europei verso la fine dell'era glaciale.
Sul piano genealogico, i risultati mostrano che gli individui di Gough's Cave e Pınarbaşı erano più affini agli antenati delle razze europee e mediorientali odierne — come il boxer e il saluki — che non alle razze artiche quali l'husky siberiano. Questo indica che le principali linee di discendenza dei cani attuali si erano già delineate nel Paleolitico superiore.
«Il contributo della Sapienza — spiega Dušan Borić del Dipartimento di Biologia ambientale, fra gli autori dello studio — riguarda le evidenze della presenza di cani presso le comunità mesolitiche di cacciatori-raccoglitori-pescatori nei siti di Vlasac e Padina, nelle gole del Danubio tra Serbia e Romania. Le analisi genetiche restituiscono una prospettiva di lungo periodo sulla storia del cane in Eurasia, suggerendo una relazione millenaria e tutt'altro che semplice tra uomini e animali».



