Sulle tracce dei fabbri della preistoria: scoperto in Senegal un antico santuario del ferro

Emma Bariosco 31 Mar 2026


Un team dell’Università di Ginevra ha riportato alla luce un sito metallurgico eccezionale nell'est del Senegal. Attivo per ben otto secoli, l'atelier rivela tecniche di produzione inedite e una stabilità culturale senza precedenti per il primo millennio a.C.

Nonostante decenni di ricerche, l'origine della metallurgia del ferro nell'Africa subsahariana resta un enigma affascinante. Questa rivoluzione tecnologica, che ha permesso la creazione di strumenti agricoli avanzati, è apparsa sul continente almeno 3.000 anni fa. Tuttavia, una domanda divide ancora gli esperti: la tecnica è stata importata dal Medio Oriente o è stata un'invenzione indipendente degli africani?

Nuove risposte arrivano oggi dal sito di Didé West 1 (DDW1), nella valle del fiume Falémé. Una missione internazionale guidata dall’Università di Ginevra (UNIGE), in collaborazione con l'IFAN di Dakar, ha documentato un centro di produzione siderurgica attivo dal IV secolo a.C. fino al IV secolo d.C.

Un archivio di ferro lungo ottocento anni
La scoperta, pubblicata sull’African Archaeological Review, è straordinaria per lo stato di conservazione dei reperti. Mentre la maggior parte dei siti metallurgici antichi veniva utilizzata solo per poche generazioni, DDW1 è rimasto operativo per 800 anni.

Le dimensioni del sito testimoniano un'attività intensa:

100 tonnellate di scorie (residui della fusione del minerale).

35 basi di forni circolari profonde circa 30 cm.

30 "tuyères" (tubi in argilla) usate per soffiare aria nel fuoco.

Secondo i ricercatori, questa produzione di ferro e acciaio era destinata principalmente a soddisfare i bisogni delle comunità locali, in particolare per la fabbricazione di attrezzi agricoli.

Segreti tecnologici: noci di palma e flussi d'aria
L'analisi del sito ha permesso di identificare una tradizione tecnica specifica, chiamata FAL02, che presenta caratteristiche mai viste prima in altri contesti archeologici:

Ingegneria della ventilazione: Le "tuyères" (tubi di insufflazione) non avevano una sola uscita, ma presentavano piccoli fori laterali perpendicolari per distribuire l'aria in modo più uniforme sul fondo del forno.

Combustibili insoliti: Gli antichi metallurgisti utilizzavano le noci di palma come materiale di riempimento sul fondo del forno, una pratica finora sconosciuta alla scienza.

Resistenza al cambiamento: Nonostante i secoli passati, le tecniche sono rimaste quasi identiche. "Questa continuità contrasta con altri contesti africani e sottolinea l'importanza delle scelte culturali e tecniche dei primi metallurgisti", spiega Anne Mayor, direttrice del laboratorio ARCAN presso l'UNIGE.

Un tassello fondamentale per la storia africana
Ad oggi, in tutta l'Africa occidentale esistono solo una dozzina di siti del primo millennio a.C. adeguatamente documentati e datati. La scoperta di Didé West 1 offre quindi una prospettiva unica per comprendere come si siano evoluti e tramandati i saperi tecnici nel cuore dell'Africa, confermando la regione della Falémé come un centro cruciale per lo sviluppo delle antiche civiltà africane.

Le ricerche proseguono ora su altri siti senegalesi per confrontare le diverse tradizioni e mappare la diffusione della "tecnologia del fuoco" nel continente.

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