Ottobre 2026



Arnaud Auber, Camille Albouy and fourteen colleagues analysed 92,961 hauls from 21 scientific trawl surveys run between 1983 and 2019 in the Northeast Atlantic and the Mediterranean. Six fish populations in ten moved deeper. North and south were almost evenly split, and in the Mediterranean south won. The study appeared in Nature Communications on 15 July 2026.

 

 

Share of fish populations on the European continental shelf that, between 1983 and 2019, moved deeper, north or south, expanded their range, and increased in abundance. A population is one species followed within one trawl survey series.
Credit: Chart produced by ScienceOnline from data in Auber A. et al., Nature Communications 2026, doi 10.1038/s41467-026-74371-8 (article licensed CC BY 4.0).

Pubblicato in Scienceonline



Arnaud Auber, Camille Albouy e altri quattordici ricercatori hanno letto 92.961 cale di 21 campagne di pesca scientifica fatte fra il 1983 e il 2019 nell'Atlantico nordorientale e nel Mediterraneo. Sei popolazioni di pesci su dieci si sono spostate più in profondità. Verso nord e verso sud si sono mosse in parti quasi uguali, e nel Mediterraneo prevale il sud. Lo studio è uscito su Nature Communications il 15 luglio 2026.

 

 

Quota delle popolazioni di pesci della piattaforma continentale europea che fra il 1983 e il 2019 si sono spostate più in profondità, verso nord o verso sud, che hanno allargato l'area occupata e che sono cresciute di numero. Una popolazione è una specie seguita nella stessa serie di campagne di strascico.
Credito: Elaborazione di Scienzaonline su dati di Auber A. et al., Nature Communications 2026, doi 10.1038/s41467-026-74371-8 (articolo con licenza CC BY 4.0).

Pubblicato in Zoologia


Santé publique France and Inserm compared three surveys, from 2004, 2013 and 2023, of people attending harm reduction services. The share with virus in the blood fell from 19.4 to 9.5 per cent. Among people who inject, new infections fell from 6.5 to 2.4 per 100 person-years. Nature Communications released the accepted version on 11 October 2026, with the abstract only.

 

Left, share of people with hepatitis C virus RNA in the blood in 2013 and 2023, among all people who use drugs recruited at harm reduction services in France and among those who inject. Right, new infections per 100 person-years among people who inject. Black bars show the 95 per cent confidence intervals given in the abstract. The abstract gives no intervals for the 29.6 and 14.5 per cent figures.
Credit: Chart produced by ScienceOnline from data in Sabbatini C. E. et al., Nature Communications 2026, doi 10.1038/s41467-026-78598-3 (article licensed CC BY 4.0).

Pubblicato in Scienceonline



Santé publique France e l'Inserm hanno confrontato tre indagini, del 2004, del 2013 e del 2023, fra le persone che frequentano i servizi di riduzione del danno. Il virus presente nel sangue scende dal 19,4 al 9,5 per cento. Fra chi si inietta le nuove infezioni passano da 6,5 a 2,4 ogni cento anni-persona. Nature Communications ha diffuso il lavoro l'11 ottobre 2026 nella versione accettata, con il solo riassunto.

 

 

A sinistra, quota di persone con RNA del virus dell'epatite C nel sangue nel 2013 e nel 2023, fra tutte le persone che usano droghe reclutate nei servizi di riduzione del danno in Francia e fra quelle che si iniettano. A destra, nuove infezioni ogni cento anni-persona fra chi si inietta. Le barre nere sono gli intervalli di confidenza al 95 per cento riportati nel riassunto. Per la quota del 29,6 e del 14,5 per cento il riassunto non riporta gli intervalli.
Credito: Elaborazione di Scienzaonline su dati di Sabbatini C. E. et al., Nature Communications 2026, doi 10.1038/s41467-026-78598-3 (articolo con licenza CC BY 4.0).

Pubblicato in Medicina



Six specimens of a yellow octocoral, collected between 360 and 529 metres down in water almost devoid of oxygen, forced taxonomists to create a new family. Three genes put it in three different families. Its genome placed it next to a group of sea fans familiar to Mediterranean divers, but outside it. The study appeared in ZooKeys on 30 June 2026.

 

 

 


The six Laurinque elenya specimens described in the study, by seamount and collection depth. The filled dot is the holotype, MZUCR 3884, collected at 362 metres on Las Gemelas II on 16 October 2023. The Seamount 6 specimen, at 529 metres, is the deepest on record.
Chart produced by ScienceOnline from data in Breedy O. et al., ZooKeys 2026, doi 10.3897/zookeys.1283.191899

Pubblicato in Scienceonline


Juan L. Cantalapiedra and ten fellow palaeontologists reconstructed the history of 396 African ungulate species from 3,327 fossil occurrences. Herbivores over a tonne went extinct less often than small animals. But far fewer new species of them arose, and the aridity of the last five million years held them back further. Nature Communications, 31 July 2026.

 

 

Estimated effect of environmental change on the speciation rate of African ungulates: roughly plus 50 per cent in species under 180 kilograms, roughly minus 20 per cent in megaherbivores over a thousand kilograms. Approximate values reported by the authors.
Credit: Chart produced by ScienceOnline from data in Cantalapiedra J. L. et al., Nature Communications 2026, doi 10.1038/s41467-026-76105-2 (article licensed CC BY 4.0).

Pubblicato in Scienceonline



Juan L. Cantalapiedra e altri dieci paleontologi hanno ricostruito la storia di 396 specie di ungulati africani da 3.327 ritrovamenti fossili. Gli erbivori sopra la tonnellata si estinguevano meno degli animali piccoli. Nascevano però molto meno, e l'aridità degli ultimi cinque milioni di anni li ha frenati ancora. Nature Communications, 31 luglio 2026.

 

Effetto stimato del cambiamento ambientale sulla velocità di speciazione degli ungulati africani: circa più 50 per cento nelle specie sotto i 180 chili, circa meno 20 per cento nei megaerbivori sopra i mille chili. Valori approssimati riportati dagli autori.
Credito: Elaborazione di Scienzaonline su dati di Cantalapiedra J. L. et al., Nature Communications 2026, doi 10.1038/s41467-026-76105-2 (articolo con licenza CC BY 4.0).

Pubblicato in Paleontologia


Sei esemplari di un ottocorallo giallo, raccolti fra 360 e 529 metri di profondità in acque quasi senza ossigeno, hanno costretto i tassonomi a creare una famiglia. Tre geni lo mettevano in tre famiglie diverse. Il genoma lo ha messo accanto alle gorgonie che conosciamo nel Mediterraneo, ma fuori dal loro gruppo. Lo studio è su ZooKeys del 30 giugno 2026.

 

 

 

I sei esemplari di Laurinque elenya descritti nello studio, per monte sommerso e profondità di raccolta. Il punto pieno è l'olotipo, MZUCR 3884, raccolto a 362 metri su Las Gemelas II il 16 ottobre 2023. L'esemplare del Seamount 6, a 529 metri, è il più profondo noto.
Elaborazione di Scienzaonline su dati di Breedy O. et al., ZooKeys 2026, doi 10.3897/zookeys.1283.191899

Pubblicato in Scienza generale



Eighteen skull and jaw fossils, excavated in South Africa between 1992 and 2019 and never described, appear in Annals of Human Biology. Fourteen belong to Paranthropus robustus, one to Homo erectus. The press release says erectus appeared 200,000 years earlier than thought. The paper says the fossil confirms a presence already known.

 

Attribution of the eighteen cranial and mandibular fossils from Drimolen Main Quarry described in the study: fourteen to Paranthropus robustus, three to indeterminate hominins, one, DNH 127, to Homo erectus. The ratio refers to preserved fossils, not to the population of the time.
Chart produced by ScienceOnline from data in Martin J. M. et al., Annals of Human Biology 2026, doi 10.1080/03014460.2026.2725046

Pubblicato in Scienceonline



Diciotto fossili di cranio e mandibola, scavati in Sudafrica fra il 1992 e il 2019 e mai descritti, escono su Annals of Human Biology. Quattordici sono di Paranthropus robustus, uno di Homo erectus. Il comunicato parla di un erectus comparso 200.000 anni prima del previsto. L'articolo dice che il fossile conferma una presenza già nota.

 

 

 

Attribuzione dei diciotto fossili cranici e mandibolari di Drimolen Main Quarry descritti nello studio: quattordici a Paranthropus robustus, tre a ominini indeterminati, uno, DNH 127, a Homo erectus. Il rapporto riguarda i fossili conservati, non la popolazione dell'epoca.
Elaborazione di Scienzaonline su dati di Martin J. M. et al., Annals of Human Biology 2026, doi 10.1080/03014460.2026.2725046

Pubblicato in Paleontologia
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