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Un gruppo di ricercatori dell'Università di Nagoya, in Giappone, sta rivoluzionando la scoperta di nuovi trattamenti per l'acido gastrico grazie all'intelligenza artificiale (IA). La loro ricerca, pubblicata in Communications Biology, ha aperto nuove prospettive nella collaborazione tra gli scienziati e l'IA per lo sviluppo di farmaci di nuova generazione.
L'acido gastrico svolge un ruolo cruciale nella digestione del cibo, ma quando il suo equilibrio è disturbato, può causare problemi, tra cui bruciore di stomaco, ulcere gastriche ed ernia da reflusso. Per fornire sollievo a coloro che soffrono di questi disturbi, vengono spesso utilizzati inibitori dell'acido gastrico, farmaci che agiscono sulla pompa protonica gastrica responsabile della secrezione di acido.

Pubblicato in Tecnologia

Come mappare e tutelare la biodiversità dei Poli – la proposta di un Team di ricerca internazionale.
È stato appena pubblicato sulla prestigiosa rivista «Nature Communications» l’articolo Multi-omics for studying and understanding polar life, che analizza i possibili effetti del riscaldamento globale sui poli e sulla loro biodiversità. L’articolo - frutto di una collaborazione internazionale delle più importanti istituzioni che si occupano di studiare gli
ecosistemi e gli organismi polari - valuta le potenziali minacce alle specie artiche ed antartiche dovute ai cambiamenti climatici. A far parte del team di ricercatori internazionale anche Tomaso Patarnello e Luca Bargelloni, docenti del Dipartimento di Biomedicina Comparata e Alimentazione dell’Università di Padova.

Pubblicato in Ambiente



In recent years, the escalating global concern about plastic pollution has shifted the spotlight onto a microscopic adversary: microplastics. These tiny particles, with a diameter less than five millimeters, pose a significant and often invisible threat to marine ecosystems. As researchers delve into the intricate
web of marine life, alarming evidence emerges of the infiltration of microplastics into organisms across the entire oceanic spectrum.
Microplastics originate from various sources, including the degradation of larger plastic debris, microbeads in personal care products, and the shedding of synthetic fibers from textiles. These microscopic particles infiltrate oceans worldwide, propelled by ocean currents and winds. Their pervasiveness has turned them into silent invaders, spreading through marine habitats from the ocean surface to the seafloor.

Pubblicato in Scienceonline



Il 22 novembre serve un voto per una norma europea forte ed efficace per la tutela della salute delle persone e della Natura.


Il WWF Italia ha inviato a tutti gli europarlamentari italiani una lettera a firma del Presidente nazionale, Luciano Di Tizio, per sollecitare un voto responsabile e lungimirante sul Regolamento UE per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (SUR), che sarà discusso e votato la prossima settimana nelle riunioni in plenaria del Parlamento europeo del 21 e 22 novembre.

Le Strategie UE del Green Deal, Farm to Fork e Biodiversità 2030, indicano gli obiettivi di riduzione del 50% di tutti i pesticidi, un traguardo fondamentale per la transizione ecologica dell’agricoltura europea, prima causa di perdita della biodiversità nel nostro continente.

Pubblicato in Ambiente


Negli ultimi anni, l'aumento della preoccupazione globale sull'inquinamento da plastica ha focalizzato l'attenzione su un avversario microscopico: le microplastiche. Queste minuscole particelle, con un diametro inferiore a cinque millimetri, rappresentano una minaccia considerevole e spesso invisibile per gli ecosistemi marini. Mentre i ricercatori esplorano la complessa rete della vita marina, emergono prove allarmanti dell'infiltrazione delle microplastiche negli organismi attraverso tutto lo spettro oceanico.
Le microplastiche provengono da diverse fonti, tra cui il degrado di detriti di plastica più grandi, i microgranuli presenti nei prodotti per la cura personale e il distacco di fibre sintetiche dai tessuti. Queste particelle microscopiche si infiltrano negli oceani di tutto il mondo, spinte dalle correnti oceaniche e dai venti. La loro pervasività le ha trasformate in invasori silenziosi, che si diffondono negli habitat marini dalla superficie dell'oceano al fondale marino.

Pubblicato in Ambiente

Fig. Conglomerates worked by wind and water in the Ouarzazate desert.



Dr. J. William Schopf, a distinguished researcher at the Center for the Study of Evolution and the Origin of Life at the University of California, has recently conducted a thorough analysis of fossil evidence related to life during the Archaean, the Earth's most ancient period. His study, titled "Fossil evidence of Archaean life," and published on PubMed, aims to critically examine the timelines of various prokaryotic lineages, questioning commonly accepted evidence dated around 3500 million years ago. Dr. Schopf's analysis raises questions about the validity of some widely recognized evidence, such as stromatolites, microfossils, molecular biomarkers, and isotopic data of carbon and sulfur. While these data are generally placed around 3500 million years ago, some scholars suggest that the presence of life on Earth began only with bacterial fossils from the Gunflint Formation, dating back 1.9 billion years. This raises uncertainties about the presumed life in the first 2.0-2.5 billion years of Earth's history.

Pubblicato in Scienceonline

Fig. Conglomerati lavorati dal vento e dall'acqua del deserto di Ouarzazate



Il Dr. J. William Schopf, autorevole ricercatore presso il Center for the Study of Evolution and the Origin of Life dell'Università della California, ha recentemente condotto un'analisi approfondita delle prove fossili relative alla vita durante l'Archeano, il periodo più antico della storia terrestre. Il suo studio, intitolato "Fossil evidence of Archaean life," e pubblicato su PubMed, si propone di esaminare in modo critico le cronologie di diverse linee procariotiche, mettendo in discussione le prove comunemente accettate datate a circa 3500 milioni di anni fa.
L'analisi del Dr. Schopf solleva interrogativi sulla validità di alcune evidenze ampiamente riconosciute, come stromatoliti, microfossili, biomarcatori molecolari e dati isotopici di carbonio e zolfo. Questi dati sono generalmente collocati attorno a 3500 milioni di anni fa, ma alcuni studiosi suggeriscono che la presenza di vita sulla Terra inizi solo con i fossili batterici della formazione Gunflint, risalenti a 1,9 miliardi di anni fa. Questo solleva incertezze sulla presunta vita nei primi 2,0-2,5 miliardi di anni della storia terrestre.
Il contributo originale del Dr. Schopf aveva l'intento di esplorare la cronologia dell'origine di diverse linee procariontiche, ma a causa dei dubbi sollevati sulla validità delle prove stesse, il testo si focalizza su una domanda più fondamentale: quali sono le prove dell'esistenza della vita durante l'Eone dell'Archeano, prima di 2500 milioni di anni fa?

Pubblicato in Paleontologia


科学研究在最近一只嵌合灵长类动物的诞生中取得了新的里程碑,该动物以高比例的同源胚胎干细胞(ESC)为特 征。这一结果对于理解灵长类动物干细胞的多能性以及在非人类灵长类动物中进行基因修改的发展具有重要的意义。 这项研究发表在《细胞》杂志上,由科学家团队完成:曹静、李文娟、李杰、孙强、Miguel A. Esteban和刘真等,与许
多中国研究中心合作: 中国科学院上海神经科学研究所,中国科学院卓越大脑科学与智能技术中心,灵长类神经生物学重点实验室,神经科
学国家重点实验室,上海, 陕西省动物遗传繁殖与繁育重点实验室,西北农林科技大学动物科学与技术学院,杨凌, 广州生物医学与健康研究所综合生物学实验室,中国科学院,广州,
BGI-Research,杭州, 广东省干细胞与再生医学重点实验室,中国科学院再生生物学重点实验室,广州生物医学与健康研究所,中国科学
院,广州, 重大人畜共患传染病诊断与治疗国家重点实验室,教育部兽医学重点实验室,动物研究所,吉林大学兽医学院,长

Pubblicato in Scienceonline



Scientific research has achieved a new milestone with the recent birth of a chimeric monkey, characterized by a high percentage of homologous embryonic stem cells (ESCs). This result holds significant implications for understanding the pluripotency of stem cells in primates and the development of genetic modifications in non-human primates.
The research, reported in the journal Cell, was conducted by a team of scientists: Jing Cao, Wenjuan Li, Jie Li, Qiang Sun, Miguel A. Esteban, and Zhen Liu, in collaboration with many Chinese research centers: Institute of Neuroscience, CAS Center for Excellence in Brain Science and Intelligence Technology, CAS Key Laboratory of Primate Neurobiology, State Key Laboratory of Neuroscience, Chinese Academy of Sciences, Shanghai, Key Laboratory of Animal Genetics, Breeding and Reproduction of Shaanxi Province, College of Animal Science and Technology, Northwest A&F University, Yangling, Laboratory of Integrative Biology, Guangzhou Institutes of Biomedicine and Health, Chinese Academy of Sciences, Guangzhou, BGI-Research, Hangzhou, Guangdong Provincial Key Laboratory of Stem Cells and Regenerative Medicine, CAS Key Laboratory of Regenerative Biology, Guangzhou Institutes of Biomedicine and Health, Chinese Academy of Sciences, Guangzhou, State Key Laboratory for Diagnosis and Treatment of Severe Zoonotic Infectious Diseases, Key Laboratory for Zoonosis Research of the Ministry of Education, Institute of Zoonosis, and College of Veterinary Medicine, Jilin University, Changchun.

Pubblicato in Scienceonline


Common oral infections, periodontal diseases and caries, are associated with inflammatory metabolic profiles related to an increased risk of cardiometabolic diseases, a new study by an international team of researchers suggests. Oral infections also predicted future adverse changes in metabolic profiles.

The association between oral infections and adverse metabolic profiles was observed in the Finnish Health 2000/2011 and Parogene study cohorts.

“The observation is novel, since there are only few studies connecting extensive metabolic measures with oral infections, and no earlier prospective studies exist,” says Professor Pirkko Pussinen from the University of Eastern Finland.

Published in Journal of Dental Research, the study also involved researchers from the University of Helsinki, Karolinska Institutet and Medical University of Graz.

Pubblicato in Scienceonline

Medicina

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