Cuore: scoperta la "chiave" per rigenerare i tessuti dopo un infarto

Francesco Defler 27 Feb 2026


Un team internazionale coordinato dall'Università di Bologna e dall'IRCCS Policlinico di Sant'Orsola ha identificato un freno ormonale che impedisce al cuore di ripararsi. Rimuovendolo, le terapie rigenerative diventano drasticamente più efficaci.

Perché il cuore non si ripara da solo?
A differenza di altri organi, il cuore dei mammiferi perde la capacità di rigenerarsi quasi subito dopo la nascita. Quando i cardiomiociti (le cellule muscolari cardiache) muoiono a causa di un infarto, di un'infiammazione o di farmaci tossici, non vengono sostituiti da nuove cellule sane, ma da una cicatrice rigida (tessuto fibrotico).

Questo processo porta inevitabilmente all'insufficienza cardiaca: il cuore non ha più la forza necessaria per pompare il sangue in tutto il corpo.

La scoperta: il "freno" dei glucocorticoidi
La ricerca, pubblicata su Nature Cardiovascular Research, ha svelato il colpevole: i glucocorticoidi. Questi ormoni steroidei, pur essendo essenziali per la maturazione degli organi nel neonato, agiscono come un interruttore che "spegne" la capacità delle cellule cardiache di replicarsi.

In sintesi, i ricercatori hanno scoperto che:

I glucocorticoidi impediscono ai cardiomiociti di rispondere ai segnali di crescita (citochine).

Questa barriera ormonale rende inefficaci le attuali terapie rigenerative.

Sbloccare la rigenerazione
Il gruppo guidato dal professor Gabriele D’Uva ha testato una strategia rivoluzionaria: utilizzare farmaci specifici per inibire il recettore dei glucocorticoidi. I risultati sono stati straordinari:

Ritorno alla giovinezza cellulare: Bloccando il recettore, i cardiomiociti tornano a rispondere ai fattori di crescita, riprendendo a proliferare anche in età adulta.

Protezione dai danni oncologici: La terapia si è rivelata efficace nel contrastare la tossicità cardiaca causata dalle antracicline (farmaci chemioterapici).

Effetto sinergico: Combinando l'inibitore ormonale con i fattori di crescita, il recupero della funzione cardiaca è stato nettamente superiore rispetto ai trattamenti singoli.

"Questa strategia potrebbe rivoluzionare il trattamento dell'insufficienza cardiaca, potenziando l'efficacia delle terapie basate sui fattori di crescita." — Gabriele D’Uva, coordinatore dello studio.

Ultima modifica il Giovedì, 26 Febbraio 2026 09:53
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