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Un innovativo studio rivela che la mente può "accendere" o "spegnere" le sensazioni tattili in base a ciò che riconosciamo come parte di noi.
Percepire un tocco non è solo una questione di recettori cutanei: è il frutto di una complessa elaborazione cerebrale legata all'identità corporea. Una ricerca condotta in sinergia tra il Manibus Lab dell'Università di Torino e l’Università di Milano-Bicocca, pubblicata sulla prestigiosa rivista PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences), dimostra che il cervello funziona come un vero "regista" della sensibilità, filtrando gli stimoli in base al senso di appartenenza del corpo.

Pubblicato in Scienza generale


Uno studio dell'Università di Padova identifica nel recettore CD300e un nuovo bersaglio per potenziare l'efficacia delle immunoterapie.
Un importante passo avanti nella lotta al carcinoma del colon-retto arriva dai laboratori del Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova. Un team di scienziati, sotto la direzione della professoressa Gaia Codolo, ha individuato un potenziale bersaglio terapeutico finora inesplorato: il recettore immunitario CD300e. La ricerca, che promette di rivoluzionare le strategie immunoterapiche, è stata resa possibile grazie al sostegno di Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro.

Pubblicato in Medicina


Grazie al "nanomotion sensing", i ricercatori del CNR hanno isolato i segnali vitali dello Staphylococcus aureus, aprendo la strada a terapie che colpiscono il metabolismo del ferro.
Una ricerca d'avanguardia, frutto della collaborazione tra il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) e le Università di Urbino e Parma, ha gettato nuova luce sui meccanismi di sopravvivenza dello Staphylococcus aureus. Per la prima volta, grazie alla tecnologia del nanomotion sensing, è stato possibile monitorare in tempo reale i micro-movimenti e l'attività metabolica di questo patogeno, tristemente noto per la sua elevata resistenza ai farmaci.

Pubblicato in Medicina


La nostra percezione tattile non dipende solo dal contatto fisico, ma da ciò che il cervello crede ci appartenga. Uno studio d'eccellenza, nato dalla collaborazione tra il Manibus Lab dell’Università di Torino e l’Università di Milano-Bicocca, ha svelato come il senso di appartenenza corporea agisca da vero e proprio "regolatore" della nostra consapevolezza sensoriale. La ricerca è stata recentemente pubblicata su PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences).

L'illusione che "spegne" la realtà
Il team di ricerca ha utilizzato il celebre paradigma della mano di gomma per manipolare la percezione dei partecipanti. Attraverso questa illusione, il soggetto arriva a percepire un arto artificiale come parte integrante del proprio corpo. I risultati hanno evidenziato un fenomeno sorprendente:

Tatto virtuale: Quando il cervello accetta la mano di gomma come "propria", il partecipante riferisce di sentire stimoli tattili applicati solo sulla protesi.

Anestesia mentale: Parallelamente, la sensibilità sulla mano reale diminuisce. È come se il cervello, spostando l'attenzione sull'arto artificiale, "attenuasse" il segnale proveniente da quello vero.

Pubblicato in Medicina


Un’equipe di ricerca dell'Università Statale di Milano ha messo a punto MultiMEP, un sistema rivoluzionario capace di tradurre l’immaginazione di un movimento non analizzando direttamente il cervello, ma interpretando i segnali inviati ai muscoli. Lo studio, apparso sulla rivista Brain Stimulation, promette di trasformare l'approccio alla riabilitazione e lo sviluppo delle tecnologie che collegano mente e macchina.

Il "ponte" tra intenzione e azione
Quando compiamo un gesto, i nostri muscoli si contraggono in modo visibile. Quando invece ci limitiamo a immaginare di muoverci, il nostro cervello attiva aree specifiche senza però produrre un movimento reale. Fino ad oggi, decifrare questo "pensiero motorio" direttamente dalle registrazioni cerebrali è risultato estremamente complesso.

Il nuovo metodo, sviluppato presso il Cognition in Action Lab (PhiLAB) e coordinato da Guido Barchiesi, Francesca Genovese ed Elena Mussini, ha superato l'ostacolo utilizzando la Stimolazione Magnetica Transcranica (TMS). Questa tecnica agisce come un impulso che "spinge" l'informazione del gesto immaginato dal cervello fino ai muscoli dell'avambraccio, rendendola leggibile dall'esterno.

Pubblicato in Medicina


L'archeologo Sileshi Semaw, ricercatore presso il Centro Nacional de Investigación sobre la Evolución Humana (CENIEH), fa parte di un team internazionale che ha recentemente pubblicato un articolo su Nature Communications. La ricerca presenta la ricostruzione digitale del volto di un individuo di Homo erectus rinvenuto nel sito di Gona, nella regione Afar in Etiopia. Questo reperto fossile offre nuove intuizioni sulla prima specie umana a diffondersi attraverso l'Africa e l'Eurasia.

La ricostruzione virtuale combina una volta cranica fossile, alcuni denti e piccoli frammenti facciali appartenenti a un singolo esemplare, identificato come DAN5. L'insieme di questi elementi rivela un volto ottimamente conservato e sorprendentemente arcaico, la cui datazione è compresa tra 1.5 e 1.6 milioni di anni fa. Questo reperto costituisce il primo cranio completo di un ominide del Pleistocene Inferiore recuperato nel Corno d'Africa.

Pubblicato in Antropologia



L'Organizzazione Internazionale Protezione Animali (OIPA) ha lanciato a Roma il progetto "I Soliti", un'iniziativa di assistenza mirata a sostenere le persone senza dimora che vivono in strada in compagnia dei loro cani.

Un aiuto concreto per un legame indissolubile
Nato dalla collaborazione tra gli "Angeli Blu" dell'OIPA di Roma e un Comitato della Croce Rossa Italiana (CRI), il progetto è stato ispirato da Fatima Pia Rita, una giovane volontaria che fin da bambina si preoccupava di portare cibo ai cani incontrati per strada.

Pubblicato in Ambiente


Una recente indagine scientifica ha approfondito la correlazione tra la presenza di disturbi del comportamento alimentare (DCA) nelle madri e lo sviluppo di problemi respiratori nella prole. A questa ricerca, condotta all'interno dell'EU Child Cohort Network, ha partecipato in modo significativo la coorte italiana NINFEA, frutto della collaborazione tra l'Università di Torino e l'AOU Città della Salute e della Scienza di Torino.

Contesto e metodologia dello studio
Fino a questo momento, le ricerche sugli effetti della salute mentale materna sulla salute respiratoria infantile si erano focalizzate in prevalenza su condizioni più diffuse come l'ansia, la depressione e lo stress generalizzato. C'era, invece, una limitata evidenza sul ruolo di condizioni meno comuni come i DCA.

Pubblicato in Medicina


Alla fine del 2023, nel Parco Nazionale di Khlong Lan, è nato un cucciolo di tigre destinato a fare storia. Si chiama Gamma, e le sue strisce uniche – simili alla lettera greca “γ” – lo hanno reso il simbolo di una nuova era per la conservazione della tigre in Thailandia.

Un storia di speranza
Gamma appartiene alla prima cucciolata mai registrata a Khlong Lan, grazie agli sforzi congiunti del Dipartimento dei Parchi Nazionali (DNP) e WWF Thailandia per ripristinare le praterie e reintrodurre il cervo sambar, preda fondamentale per la sopravvivenza di questi grandi felini.
Dopo mesi di avvistamenti, a inizio 2025 Gamma è scomparso, alimentando timori per la sua sorte. Ma a novembre, una fototrappola nel Lan Sang National Park – a oltre 70 km dal luogo di nascita – ha immortalato un giovane maschio in perfetta salute: era lui.

Pubblicato in Ambiente



Superare la resistenza acquisita ai trattamenti rappresenta una delle sfide cruciali nella battaglia contro il cancro. Sebbene l'impiego di associazioni di farmaci sia una strategia promettente, la loro elevata tossicità sui tessuti sani rimane un ostacolo significativo. Per prevedere e mitigare tali rischi, un'équipe dell'Università di Ginevra (UNIGE) ha ideato una piattaforma che modella in vitro tre organi particolarmente vulnerabili alle terapie combinate: il rene, il fegato e il cuore. Questa metodologia, rapida e che non richiede l'uso della sperimentazione animale, apre la strada a una valutazione più sicura dei nuovi protocolli terapeutici. I risultati sono stati pubblicati nella rivista Biomedicine & Pharmacotherapy.

I recenti progressi nell'immunoterapia, nelle terapie mirate e in quelle geniche hanno migliorato notevolmente il tasso di sopravvivenza per le persone affette da neoplasie. Tuttavia, col tempo, molte forme tumorali sviluppano una insensibilità al trattamento, nota come "resistenza acquisita", compromettendone l'efficacia. Questo fenomeno costituisce oggi uno dei maggiori problemi dell'oncologia.

Pubblicato in Medicina

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