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Ottobre 2025

 

Era il 4 ottobre 1957. A Baikonur, Kazakistan, il mondo attendeva con il fiato sospeso. Alle 22:28 ora di Mosca, un rombo assordante squarciò il silenzio della steppa. Il razzo R-7 Semërka si staccò dalla rampa, portando con sé un carico rivoluzionario: una piccola sfera di alluminio di appena 83,6 chilogrammi e 58 centimetri di diametro. Il suo nome era Sputnik 1.

Quel piccolo satellite artificiale, il primo mai lanciato dall'umanità, aveva un obiettivo semplice ma profondo: inviare un segnale radio. Due antenne lunghe e sottili spuntavano dalla sua superficie, pronte a diffondere il famoso "beep-beep-beep" che, per 22 giorni, avrebbe affascinato e spaventato il pianeta.

Pubblicato in Astrofisica


Dal 3 al 5 ottobre torna l'Urban Nature, il festival nazionale del WWF Italia giunto alla nona edizione, con oltre 100 appuntamenti distribuiti in tutte le regioni. L'iniziativa mira a valorizzare la biodiversità urbana come strumento chiave per rendere le città più vivibili, sicure e resilienti agli effetti della crisi climatica.

In concomitanza con il festival, il WWF pubblica il nuovo report "Adattamento alla crisi climatica in ambito urbano: ripensare le città come sistemi viventi di natura e persone", che invita a trasformare l'adattamento in un'occasione per ristabilire la relazione tra natura, persone e sistemi urbani.

Pubblicato in Ambiente

 

Un team di ricerca dell'Università degli Studi di Milano e dell’ASST Santi Paolo e Carlo ha condotto il primo studio sperimentale per confrontare le capacità diagnostiche dei Large Language Models (LLMs) più noti, ChatGPT e Gemini, con quelle di medici neurologi esperti. Il confronto si è basato su casi clinici reali di prima visita neurologica.

I risultati hanno dimostrato una netta superiorità dell'intelligenza umana: i neurologi hanno raggiunto un'accuratezza diagnostica del 75%, superando significativamente ChatGPT (54%) e Gemini (46%).

Pubblicato in Medicina

 

Ricerca Cnr-In, Fondazione Stella Maris e Iit apre prospettive per la CTD

 

Una terapia genica preclinica che promette di ridurre i sintomi della CTD (Creatine Transporter Deficiency), una rara e grave malattia cerebrale con effetti simili all'autismo, è stata messa a punto grazie alla collaborazione tra Cnr-In, Irccs Fondazione Stella Maris e Iit. I risultati, appena pubblicati sulla rivista scientifica Brain, offrono una solida prospettiva per l'attenuazione degli effetti della CTD anche su futuri modelli clinici.

Ripristino delle Funzioni Cerebrali
La CTD è una malattia genetica legata al cromosoma X causata da un deficit del trasportatore della creatina. Colpisce lo sviluppo cerebrale fin dalle prime fasi della vita, manifestandosi con disabilità intellettiva, crisi epilettiche e comportamenti dello spettro autistico. Attualmente, non esistono terapie efficaci per questa patologia, che compromette profondamente la connettività tra le diverse aree del cervello.

Pubblicato in Medicina


Una nuova terapia genica preclinica, sviluppata da un team di ricerca italiano, offre una potenziale soluzione per la CTD (Carenza del trasportatore della creatina), una rara patologia cerebrale genetica che causa sintomi simili a quelli dell'autismo, disabilità intellettiva e crisi epilettiche.

Questo studio, condotto da ricercatori del Cnr-In di Pisa, dell'IRCCS Fondazione Stella Maris e dell'Istituto Italiano di Tecnologia (Iit), ha dimostrato su modelli di laboratorio che una terapia genica somministrata subito dopo la nascita può prevenire o ridurre significativamente i sintomi della malattia. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Brain.

Pubblicato in Medicina


Uno Studio dell'Università di Padova Pubblicato su Biomedicine.


Le acque termali salsobromoiodiche della zona euganea, già note per le loro proprietà terapeutiche, possiedono la capacità di ridurre significativamente la risposta infiammatoria scatenata dalla proteina spike del SARS-CoV-2. Questo è il principale risultato della ricerca intitolata Thermal Water Reduces the Inflammatory Process Induced by the SARS-CoV-2 Spike Protein in Human Airway Epithelial Cells In Vitro, condotta da un team dell’Università di Padova su cellule epiteliali delle vie respiratorie umane.

Pubblicato in Medicina
Mercoledì, 01 Ottobre 2025 06:17

A natural treasure on fire

 

The vast Etosha National Park in Namibia, a jewel of biodiversity and one of Africa's largest wildlife parks, was recently devastated by a massive fire. The event consumed approximately one-fifth of its surface, an area stretching over 4,000 square kilometers.

This ecological disaster serves as a painful reminder of how an act of inattention or pure human stupidity can have catastrophic consequences. Investigations into the cause of the fire are still ongoing, but it is believed that the origin can be traced back to some form of human activity, such as charcoal production on a farm near the park. The Etosha tragedy underscores the fragile relationship between protected areas and the human communities surrounding them.

Pubblicato in Scienceonline
Mercoledì, 01 Ottobre 2025 06:06

Un tesoro naturale in fiamme


Il vasto Parco Nazionale Etosha, in Namibia, un gioiello di biodiversità e uno dei più grandi parchi faunistici dell'Africa, è stato di recente devastato da un gigantesco incendio. L'evento ha consumato circa un quinto della sua superficie, un'area che si estende per oltre 4.000 chilometri quadrati.

Questo disastro ecologico serve da doloroso promemoria di come un atto di disattenzione o di pura stupidità umana possa avere conseguenze catastrofiche. Le indagini sulle cause dell'incendio sono ancora in corso, ma si ritiene che l'origine sia da ricondurre a qualche forma di attività umana, come la produzione di carbone in una fattoria vicina al parco. La tragedia di Etosha sottolinea la fragile relazione tra le aree protette e le comunità umane che le circondano.

Etosha, che in lingua Oshindonga significa "grande luogo bianco" a causa della sua immensa salina, ospita una straordinaria varietà di specie animali. È uno dei pochi luoghi al mondo dove si può ammirare il raro rinoceronte nero, oltre a una delle più grandi popolazioni di leoni, branchi di elefanti e giraffe. L'incendio non solo ha distrutto l'habitat di queste specie, ma ha anche messo a rischio la loro stessa sopravvivenza, costringendole a fuggire in cerca di rifugio e cibo. Purtroppo, la fuga degli animali dalle aree protette li espone anche al rischio di bracconaggio, un problema ancora molto presente in Africa.

Pubblicato in Ambiente
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Medicina

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