Ambiente (675)
Isole di calore, uno studio ne rileva l'intensità in tutti i capoluoghi di regione italiani
11 Giu 2025 Scritto da CNR
Intensità delle isole di calore superficiali urbane nei capoluoghi di regione italiani
Una ricerca coordinata dal Cnr-Ibe, in collaborazione con Ispra, ha quantificato il fenomeno delle isole di calore in Italia, nei diversi capoluoghi di regione. I risultati, pubblicati sulla rivista Remote Sensing Applications: Society and Environment, potranno supportare la programmazione di interventi di mitigazione delle temperature in ambito nazionale.
Nell’ambito del progetto Mirificus (Monitoraggio degli interventi di riforestazione per l’isola di calore urbana tramite i satelliti), uno studio coordinato dall’Istituto per la bioeconomia del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ibe), svolto in collaborazione con l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), ha analizzato il fenomeno delle isole di calore superficiali (SUHI) nei venti capoluoghi di regione italiani. La ricerca, pubblicata sulla rivista Remote Sensing Applications: Society and Environment, si è avvalsa dell’utilizzo dei dati satellitari NASA e Copernicus, monitorando il periodo estivo, tra giugno e agosto, nel decennio 2013-2023.

Progettata una molecola organica innovativa capace di rispondere in modo “intelligente” alle condizioni ambientali. Si trasforma in nanostrutture differenti che attivano due processi fotocatalitici diversi per la produzione di idrogeno oppure di acqua ossigenata. I risultati del team dell’Università di Padova su «Advanced Functional Materials»
L’idrogeno è considerato uno dei vettori energetici più promettenti per il futuro: è pulito, perché brucia producendo solo acqua, ed è altamente efficiente, generando quattro volte più energia del petrolio per unità di massa. Oltre al suo ruolo strategico nella transizione energetica, l’idrogeno è anche una materia prima cruciale per l’industria chimica e petrolchimica, dove viene utilizzato fino al 70% dei processi produttivi, ad esempio per la sintesi dell’acqua ossigenata, presente in milioni di tonnellate ogni anno nelle nostre case, nei servizi sanitari e nei supermercati.
Accelerazione dei rischi climatici per le aree protette europee
09 Giu 2025 Scritto da Università di Roma La Sapienza
Uno studio internazionale, guidato dalla Sapienza e pubblicato sulla rivista “Global Change Biology”, rivela l’estensione e l’intensità del cambiamento climatico in aree protette dove vivono specie a rischio come la lince iberica e la rana dei Pirenei
Tutti gli ecosistemi sono colpiti dal cambiamento climatico, ma alcune aree subiranno cambiamenti più rapidi rispetto ad altre: conoscere questi pattern è cruciale per valutare la resilienza delle attuali aree protette e per pianificarne l’espansione futura.
Uno studio internazionale, condotto dal Dipartimento di Biologia e Biotecnologie “Charles Darwin” della Sapienza all’interno del progetto Horizon Europe “NaturaConnect”, ha identificato le aree protette europee più vulnerabili al cambiamento climatico e i cosiddetti “rifugi climatici”, dove il cambiamento sarà più lento. Pubblicata sulla rivista “Global Change Biology”, la ricerca ha importanti implicazioni per le politiche di conservazione della biodiversità in Europa.
Pianura Padana: l’irrigazione intensiva contribuisce alla stabilità delle falde acquifere
05 Giu 2025 Scritto da Università di Milano-Bicocca
L’irrigazione agricola intensiva può contribuire in modo significativo alla resilienza delle falde acquifere nella Pianura Padana, anche in presenza di siccità estive intensificate dai cambiamenti climatici: è quanto rivela uno studio frutto della collaborazione tra il Consiglio nazionale delle ricerche, l’Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica (Cnr-Irpi), l’Istituto di ricerca sulle acque (Cnr-Irsa), l’Università di Milano-Bicocca e l’Università di Berkeley, pubblicato sulla rivista Nature Water.
Lo studio ha preso in esame dati satellitari acquisiti tra il 2002 e il 2022 nell’ambito della missione GRACE della NASA - oggi terminata, il cui scopo era migliorare la comprensione dei cambiamenti climatici attraverso la misurazione del movimento delle masse d'acqua a livello planetario -, e una rete di oltre 1.000 pozzi di monitoraggio.

Per il WWF si tratta di un'importante misura che rafforza la tracciabilità e la trasparenza della filiera ittica
Oggi entra in vigore l’obbligo di apporre un sigillo di garanzia su ogni esemplare di tonno rosso sbarcato in porto proveniente da tutte le attività di pesca professionale. Per il WWF si tratta di un’importante misura che rafforza la tracciabilità e la trasparenza della filiera ittica e rappresenta un ulteriore strumento per contrastare la pesca illegale di una specie iconica e di grande valore commerciale come il tonno rosso.
La pesca di questa specie è regolamentata a livello internazionale dall’ICCAT (Commissione Internazionale per la Conservazione dei Tunnidi dell’Atlantico), di cui l’Unione Europea è Parte Contraente. Tra le misure adottate dall’organismo, il Certificato Elettronico di Cattura (eBCD) assegna un codice univoco a ogni esemplare catturato ed immesso sul mercato, garantendo la tracciabilità e la trasparenza lungo tutta la catena di approvvigionamento.
Sentenza storica del tribunale di Vicenza riconosce i PFAS come causa della morte di un operaio. Greenpeace: «Il governo metta al bando uso e produzione dei pfas in italia»
23 Mag 2025 Scritto da Greenpeace
Nelle scorse ore per la prima volta in Italia un tribunale ha certificato un decesso come attribuibile alla contaminazione ai Pfas. Martedì scorso, infatti, il Tribunale di Vicenza ha dato ragione alla famiglia di Pasqualino Zenere, dipendente Miteni dal ’78 al ’92, prima persona che un giudice riconosce deceduta a causa dell’esposizione ai PFOA e PFOS, sostanze con cui l’operaio sarebbe entrato in contatto, durante l’orario di lavoro. Commentando questa storica sentenza, Alessandro Giannì di Greenpeace dichiara:
«La decisione del Tribunale di Vicenza, fondamentale dal punto di vista della tutela della salute delle persone, apre la strada della giustizia ambientale per chi è morto per essere venuto a contatto con i PFAS, che nei decenni da miracolo tecnologico sono diventati inquinanti eterni e cancerogeni. Tuttavia, milioni di persone, in tutta Italia, continuano a essere esposte a vari livelli a queste sostanze pericolose. Sul bando progressivo dei PFAS c’è sul tavolo a Bruxelles una proposta: che ne pensa il governo Meloni?»

Come si adattano gli organismi al cambiamento climatico? Un nuovo studio svela la complessa interazione tra diversità genetica ed evoluzione della tolleranza alla temperatura.
Il mantenimento della biodiversità dipende in modo cruciale dal potenziale evolutivo delle popolazioni di adattarsi ai mutamenti ambientali. L'accelerazione del cambiamento climatico e gli eventi di temperatura estrema ci spingono a comprendere e prevedere meglio le risposte evolutive.
In un nuovo studio, pubblicato sulla rivista scientifica PNAS, i ricercatori dell'Università di Stoccolma hanno sfruttato il potere dell'evoluzione sperimentale con il sistema modello microbico del lievito (Saccharomyces spp.) per misurare il potenziale evolutivo delle popolazioni di adattarsi al futuro riscaldamento, in tempo reale e attraverso l'intero albero filogenetico delle specie.

Il 20 maggio è la Giornata Mondiale delle Api. Il WWF lancia l’allarme con un dossier realizzato nell’ambito della campagna Our Future.
Oltre il 40% degli impollinatori invertebrati rischia l’estinzione a livello globale, mentre in Europa, quasi la metà degli insetti impollinatori è in declino e un terzo è minacciato di estinzione. Il WWF lancia l’allarme in occasione della Giornata Mondiale delle Api con la pubblicazione del dossier “Il futuro in un volo d’ape: perché salvare gli impollinatori significa salvare noi stessi”, realizzato nell’ambito della campagna Our Future.
Il documento, che accende i riflettori su una crisi ambientale tanto silenziosa quanto drammatica, mette in evidenza come la sopravvivenza di api, farfalle, bombi e altri insetti impollinatori sia oggi minacciata da modelli agricoli insostenibili che necessitano di pesticidi, crisi climatica e perdita di habitat naturali. E con la loro sopravvivenza è a rischio anche la nostra.

I numeri sono impressionati: in soli due mesi, dal 15 marzo al 15 maggio, sono stati oltre 60.000 i passaggi censiti sulla sponda siciliana.
Per il quarantaduesimo anno consecutivo è in corso di svolgimento sullo Stretto di Messina il campo antibracconaggio che monitora il passaggio dei rapaci, lo Stretto infatti è considerato uno dei 28 luoghi più importanti al mondo per le migrazioni dell’avifauna, il più importante in Europa.
Il campo promosso dall’Associazione Mediterranea per la Natura in collaborazione col WWF Italia quest’anno ha fornito dati particolarmente straordinari: oltre 60.000 i rapaci migratori già censiti durante la traversata primaverile sulla sponda messinese. Numeri documentati che contraddicono in modo inequivocabile quelli più tranquillizzanti presentati dalla Società di Messina alla Commissione VIA per il progetto del ponte sullo Stretto e che la Commissione VIA ha ritenuto inadeguati tanto da prescrivere “ante operam” un monitoraggio “che copra un anno intero” sulle specie migratorie prendendo in considerazione “anche altre fasce orarie rispetto a quelle analizzate”.
Come gli uccelli si adattano all'urbanizzazione dei territori
15 Mag 2025 Scritto da Università degli studi di Torino
Uno studio condotto in sei città italiane da parte dell’Università di Torino e appena pubblicato su Scientific Reports rivela come le specie di uccelli rispondano all’urbanizzazione in maniera differente in base alle stagioni.
L’espansione delle città è una delle principali cause del declino globale della biodiversità, ma le comunità di uccelli possono rispondere in modo sorprendentemente diverso a questa minaccia nei vari periodi dell’anno. È quanto emerge dalla ricerca "Different traits shape winners and losers in urban bird assemblages across seasons", pubblicata oggi sulla prestigiosa rivista Scientific Reports e frutto di una collaborazione tra ricercatori di diverse università italiane e straniere, sotto la guida del National Biodiversity Future Center (NBFC).

